Corpus Artesia
CNR-Opera del Vocabolario Italiano
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Il Corpus Artesia è parte di un progetto di ricerca più ampio, condiviso nel suo nascere, nel 2008, con Margherita Spampinato, denominato Progetto Artesia (Archivio Testuale del Siciliano Antico), che vuole configurarsi come un articolato strumento di studio sul siciliano medievale (www.artesia.unict.it).

Fanno parte del corpus testi di diverse tipologie, appartenenti ad un arco cronologico compreso tra gli inizi del XIV secolo – periodo a cui risalgono i primi testi in volgare siciliano – e la prima metà del XVI, periodo in cui il siciliano è progressivamente sostituito dal toscano come lingua della comunicazione pubblica.

In questo aggiornamento 2020 sono indicizzati 732 testi, per complessive 1.287.535 occorrenze e 75.441 forme; fanno parte del Corpus, tra gli altri, tutti i testi editi nella "Collezione di testi siciliani dei secoli XIV e XV" del Centro di studi filologici e linguistici siciliani di Palermo (http://www.csfls.it), testi pubblicati in diverse edizioni frutto dell'attività di ricerca svolta nell'Università di Catania e inediti, accessibili, per il momento, solo in edizioni elettroniche espressamente approntate per Artesia.

Per garantire l’attendibilità del corpus e incrementarne anche la servibilità linguistica, in alcuni casi si è intervenuti sulla punteggiatura, sulla paragrafematica, sulla segmentazione delle parole dei testi indicizzati, dandone sempre conto nel campo note della relativa scheda bibliografica; qualche intervento sulle lezioni è segnalato, nei risultati dell’interrogazione, dal simbolo «A» che precede il titolo del testo.

Oltre a una serie di ricette inedite di veterinaria, la principale novità di questo aggiornamento è rappresentata dall’inserimento del più antico volgarizzamento siciliano (1368) del trattato di Giordano Ruffo, “De medicina equorum”, del quale è stata approntata un’edizione elettronica per ARTESIA. Il testo indicizzato sostituisce la princeps di Giacomo De Gregorio («ZRPh», 29, 1905, pp. 566-606), inficiata da numerosi errori in parte già emendati dall’OVI nel testo interrogabile nel Corpus TLIO (cfr. M. Pagano, «BOVI», 24, 2019, pp. 305-322)

Ritenuta sufficientemente significativa, questa versione del Corpus rappresenta la base documentaria, comunque annualmente aggiornata, del Vocabolario del siciliano medievale (VSM), di cui verranno pubblicate in rete le prime voci nel 2021.

Per dubbi, osservazioni ed eventuali errori, saremo grati a chi vorrà segnalarli, inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo salvatore.arcidiacono@unict.it

M. P.

[25.01.2021]

 

 

Per citare il corpus:

Corpus Artesia 2020. Archivio testuale del siciliano antico, a cura di Mario Pagano / Salvatore Arcidiacono / Ferdinando Raffaele, Università di Catania - Centro di studi filologici e linguistici siciliani, http://artesia.ovi.cnr.it (aggiornamento: 25.01.2021).